I nostri vini

Siamo orgogliosi di essere una filiera completa, nonostante la nostra sia una piccola realtà. Qui a Poggio al Bosco infatti coltiviamo e ci prendiamo cura di ogni singola vite perché come dice il nostro Lorisse:

Il vino si fa in vigna prima che in cantina!

Vendemmiamo a mano e seguiamo la vinificazione passo dopo passo, fino ad arrivare all’imbottigliamento finale che eseguiamo personalmente all’interno della cantina. Raccogliendo le nostre uve manualmente non solo manteniamo i grappoli intatti fino al momento della pigiatura, ma selezioniamo quelli di prima qualità che utilizziamo per i nostri vini in bottiglia. I primi vini imbottigliati risalgono agli inizi degli anni duemila: da quel momento in poi abbiamo cominciato a studiare e sperimentare nuove ricette, per affiancare ai sapori della nostra tradizione anche gusti innovativi e talvolta internazionali.
Ma guai a pensare che il resto vada sprecato! Con le uve di seconda scelta, infatti, produciamo un vino rosso più semplice e leggero da portare quotidianamente in tavola per deliziare il proprio palato.

Ettari di vigneto

Tipologie di vino

Bottiglie prodotte in 1 anno

Le nostre certificazioni di qualità: DOCG e IGT

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita è un marchio italiano che indica l’origine geografica del vino. L’acronimo DOCG deve essere obbligatoriamente indicato sull’etichetta e consiste o semplicemente nel nome geografico di una zona viticola (Chianti, il nome con cui è storicamente nota la zona delle colline tra le province di Siena, Firenze e Arezzo) o nella combinazione del nome storico di un prodotto e della relativa zona di produzione.

La categoria dei vini Chianti DOCG comprende i vini prodotti nella zona geografica del Chianti nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione.

Le DOCG sono riservate ai vini già riconosciuti a denominazione di origine controllata (DOC) da almeno cinque anni che sianoritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati, per effetto dell’incidenza di tradizionali fattori naturali, umani e storici e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale e internazionale.

Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare; l’esame organolettico inoltre deve essere ripetuto, partita per partita, anche nella fase dell’imbottigliamento. Per i vini DOCG è infine prevista anche un’analisi sensoriale (assaggio) eseguita da un’apposita commissione; il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con il marchio DOCG.

Inoltre, la legislazione prevede che le DOCG abbiano facoltativamente (sulla scorta di quello che succede da secoli in Francia con la classificazione legale, di tipo gerarchico-qualitativa, dei cru) una ulteriore segmentazione in alto in sottozone (comuni o parti di esso) o micro zone (vigneti o poco più). In Italia, vi sono alcune DOCG che prevedono questa segmentazione che va considerata come classificazione a sé, ovvero la punta della piramide qualitativa anche perché, legalmente parlando, sono sotto denominazioni a tutti gli effetti.

La nostra azienda produce Chianti DOCG in versione classica e in versione riserva.

Sul nostro blog potrai trovare un articolo di approfondimento sulla storia del Chianti.

L’indicazione geografica tipica, più brevemente IGT, indica vini prodotti secondo requisiti ben specifici in determinate aree. L’IGT certifica un’indicazione di qualità e produzione secondo determinati standard dei vini.

I requisiti di base per il riconoscimento di un vino IGT è riservato ai vini la cui produzione avviene nella rispettiva indicazione geografica, le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l’85% esclusivamente da tale zona geografica, con indicate le caratteristiche organolettiche. I requisiti sono meno restrittivi di quelli richiesti per i vini a denominazione di origine controllata (DOC). L’IGT è importante in quanto è il primo gradino (della piramide) che separa il vino senza indicazione (generico) dal vino con indicazione.

Questa categoria comprende i vini prodotti in determinate regioni o aree geografiche (autorizzate per legge), secondo un disciplinare di produzione; essi possono riportare sull’etichetta, oltre all’indicazione del colore, anche l’indicazione del o dei vitigni utilizzati e l’annata di raccolta delle uve.

Generalmente in questa categoria rientrano i vini prodotti in territori molto estesi (tipicamente una regione ma anche zone provinciali molto grandi) secondo un disciplinare molto meno restrittivo e severo dei vini a DOC. È opportuno precisare inoltre che, a volte, la collocazione di un vino tra gli IGT è dovuta sia a scelte commerciali, sia all’impossibilità, per la loro composizione (vitigni utilizzati o altro aspetto del processo produttivo), di rientrare nei disciplinari delle zone di produzione a DOC e DOCG.

Sono ben sette i nostri vini con certificazione IGT, dal bianco al rosato fino ad arrivare ai rossi più importanti.

ultima modifica: 2019-12-29T17:50:15+01:00 da Roberto Bortolussi
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